“ Ad hoc…”
a cura di Don Sante Attanasio sdv
Perché?
Certamente avrete notato un particolare che si verifica puntualmente nelle celebrazioni eucaristiche feriali e festive: non tutti si accostano all’altare per ricevere Gesù presente vivo e vero nelle specie consacrate del pane e del vino!
Perché?
Forse si sentono più peccatori degli altri?
Forse non hanno fame e sete di Dio?
Forse non ritengono indispensabile la stessa Comunione?
Eppure l’Eucaristia è la fonte e l’apice di tutta la nostra vita cristiana.
Allora, perché sono quasi sempre pochi coloro che usufruiscono di tale ricchezza umana e spirituale?
Perché all’improvviso nelle celebrazioni più importanti e solenni (Funerali, Natale, Pasqua, Anniversari) succede esattamente il contrario?
Cari amici lettori, quanti interrogativi dinanzi al DONO più grande che il Signore ha fatto a ciascuno di noi!
Non sono forse troppi?
martedì 25 novembre 2008
sabato 8 novembre 2008
S. O. S. celeste
Il 2 novembre abbiamo celebrato la Commemorazione dei defunti, un appuntamento particolare perché in appena 24 ore ci è stata offerta l’occasione di ricordare tutti coloro che hanno concluso la vita terrena, soprattutto i nostri familiari, amici, conoscenti.
E’ stato un tuffo nella storia del nostro passato, insaporito dalla preghiera, l’unico mezzo efficace in nostro possesso per rinnovare l’affetto che ci ha tenuti uniti.
La morte biologica, pur nella sua drammaticità, non cancella la vita, ma la proietta nella dimensione soprannaturale dove indossiamo l’abito dell’eternità!
Non possiamo negare che alcuni dei nostri cari defunti, si siano presentati dinanzi al Signore, con una veste un po’ logora e macchiata dai peccati commessi per la notoria fragilità e debolezza della natura umana.
Dalla terra al cielo e viceversa, sale e scende un fiume d’amore denominato comunione dei santi e da questa meravigliosa simbiosi scaturisce un impellente S.O.S. celeste : essi, Chiesa purgante, hanno bisogno di noi, Chiesa militante, per entrare nella Chiesa trionfante e divenire beati per sempre!
Ebbene, possiamo raccogliere il loro appello riattivando una secolare tradizione cristiana, ultimamente immersa nella nebbia dell’oblìo: IL SUFFRAGIO ORANTE!
Una parola, dal latino suffragari, che significa soccorrere, sostenere, aiutare.
Poiché la preghiera più completa è la MESSA, la Chiesa ci invita ad unire al Sacrificio di Gesù, un nostro sacrificio ( ecco l’offerta libera, non il prezzo) per il desiderato trasferimento che i nostri defunti attendono con grande speranza.
Li amiamo ancora?
E’ stato un tuffo nella storia del nostro passato, insaporito dalla preghiera, l’unico mezzo efficace in nostro possesso per rinnovare l’affetto che ci ha tenuti uniti.
La morte biologica, pur nella sua drammaticità, non cancella la vita, ma la proietta nella dimensione soprannaturale dove indossiamo l’abito dell’eternità!
Non possiamo negare che alcuni dei nostri cari defunti, si siano presentati dinanzi al Signore, con una veste un po’ logora e macchiata dai peccati commessi per la notoria fragilità e debolezza della natura umana.
Dalla terra al cielo e viceversa, sale e scende un fiume d’amore denominato comunione dei santi e da questa meravigliosa simbiosi scaturisce un impellente S.O.S. celeste : essi, Chiesa purgante, hanno bisogno di noi, Chiesa militante, per entrare nella Chiesa trionfante e divenire beati per sempre!
Ebbene, possiamo raccogliere il loro appello riattivando una secolare tradizione cristiana, ultimamente immersa nella nebbia dell’oblìo: IL SUFFRAGIO ORANTE!
Una parola, dal latino suffragari, che significa soccorrere, sostenere, aiutare.
Poiché la preghiera più completa è la MESSA, la Chiesa ci invita ad unire al Sacrificio di Gesù, un nostro sacrificio ( ecco l’offerta libera, non il prezzo) per il desiderato trasferimento che i nostri defunti attendono con grande speranza.
Li amiamo ancora?
martedì 4 novembre 2008
Pulpiti senza palpiti
Il XII Sinodo dei Vescovi (Roma,5/26 ottobre) ha lanciato in questi giorni un appello carico di legittimo allarmismo circa le omelìe dei preti. E’ una rinnovata conferma che la comunicazione sociale oggi è diventata problematica non solo per la politica ma anche per la Chiesa. Resto sbigottito dal politichese e dal sindacalese, e ancora più sorpreso dal clericalese arido e talvolta dannoso! Lodevole ed esemplare l’iniziativa di Mons. Benigno Papa, Vescovo di Taranto, il quale ha istituito all’inizio di quest’anno il primo “Centro Studi sull’omelìa” in Italia! In attesa che questo “Centro” si riempia, non posso non condividere in pieno la preoccupazione dei nostri Vescovi: troppe omelìe sono sull’orlo di una visibile e galoppante svalutazione. Nelle oltre 25 mila parrocchie, la Domenica, circa 7 milioni di italiani subiscono un torrente di parole imbevute di eloquio accademico che scorrono verso le panche (non sempre piene) tra il chiacchiericcio sommesso, gli sguardi stanchi e le continue sbirciatine all’orologio. E’ l’amaro risultato di omelìe d’autore spulciate da internet, già preconfezionate e pronte all’uso; di prediche improvvisate fatte quasi in vestaglia. Insomma, sono prediche noiose che scivolano via da pulpiti senza palpiti!
Napoli, 12 ottobre 2008 Don Sante Attanasio
Napoli, 12 ottobre 2008 Don Sante Attanasio
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