sabato 26 maggio 2012

Per chi si arrende



Oggi viviamo tempi durissimi e molte persone sono in preda alla disperazione e all’angoscia per la galoppante crisi economica…: alcuni scelgono addirittura il suicidio! Desidero affidarli a Maria, la Madre di Dio e madre nostra, vicina a noi più di quanto lo immaginiamo. Accolgo e condivido in proposito due autorevoli contributi che ho selezionato per pura partigianeria… - “O Maria, noi t'imploriamo di starci vicino quando incombe il dolore e irrompe la prova e sibila il vento della disperazione e sovrastano sulla nostra esistenza il cielo nero degli affanni o il freddo delle delusioni, o l'ala severa della morte. Liberaci dai brividi delle tenebre…” (Don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta-BA, 1935-1993). - “Per ogni stato della nostra vita spirituale che è sempre stato di via, stato di lotta, stato di formazione, stato di elevazione, stato di conquiste. In ognuno abbiamo la Vergine presso di noi” (Beato Don Giustino Russolillo, 1891-1955, Opere 1 p. 352). Parole da annunciare a tutti, in particolare a coloro che si arrendono…e non sono pochi!

 20 maggio 2012                                                                                                Don Sante Attanasio sdv

Il Gelsomino



La storia millenaria della Cina è segnata da una quantità di invenzioni che hanno profondamente influenzato anche il resto del mondo. Eccone un campionario: la bussola; l’aratro di ferro; la porcellana; la carta igienica; l’ombrello a prova d'acqua; la polvere da sparo; la campana di metallo; gli spaghetti; la forchetta; il football, le banconote; il calendario di 365 giorni…Pochi altri popoli possono vantare un così grande contributo alla storia del progresso dell'umanità. Tuttavia, i loro capi ancora non sono riusciti ad inventare per se stessi la libertà e la democrazia, alle quali preferiscono repressione e dittatura! Ultimamente ho scoperto che l’attuale regime sempre più paonazzo, ha messo al bando addirittura un fiore tra i più diffusi e usati in Cina, il gelsomino: provvedimento preso da quando tale fiore è diventato simbolo della rivoluzione in Tunisia. Lo teme a tal punto da averne cancellato la parola dal vocabolario. Da non credere: una super potenza mondiale che ha paura di un fiore!
                                                                                                                     
6 maggio 2012                                                                                                    Don Sante Attanasio sdv

Dormire o non dormire?



“Aprile, dolce dormire”, lo ricordate? E’ un proverbio popolare a sfondo laico, dato che si occupa delle abitudini indotte dalle caratteristiche meteo del mese di aprile (non quello del 2012), tra le quali vi è anche il primo caldo che porta soprattutto un senso di pigrizia. Si racconta che Napoleone, Leonardo da Vinci e Winston Churchill dormissero tre ore per notte, mentre Andreotti e Berlusconi supererebbero di poco il curioso primato: ciò conferma che talvolta non è la quantità a fare la differenza, ma la qualità del riposo. Il sonno può essere condizionato e penalizzato dall'età, da forti stati di preoccupazione, da un lavoro stressante, carico di responsabilità e da alcuni disturbi tragico-comici quali: insonnia, ipersonnia (il dormire troppo), narcolessia (sonnolenza diurna), sonnambulismo, disturbo da incubi, sonniloquio (parlare nel sonno), bruxismo (digrignare i denti durante il sonno), russare… Intravedo ahimè anche una lotta più impegnativa da affrontare: quella contro il sonno spirituale! Viviamo in una crisi globale che attanaglia con i suoi tentacoli Chiesa e Mondo: come reagiamo? Mah, ho l’impressione che tanti cristiani dormano (non solo in Aprile) sonni tranquilli, troppo tranquilli: al termine della giornata, dire loro “buona notte”, è praticamente inutile!

29 aprile 2012                                                                                                  Don Sante Attanasio sdv  

Dallo scontro all'incontro

                                                              Tanto tempo fa alcuni colori ebbero uno scontro furibondo su chi fosse il migliore: proprio come fanno gli uomini. Il Verde disse: Io sono il segno della speranza e mi hanno scelto l’erba, gli alberi, le piante. Il Blu lo interruppe: Tu pensi solo alla terra e non al cielo, al mare. Il Giallo rilanciò: Voi siete tutti così seri. Io porto gioia e caldo. L’Arancione si fece largo: Io sono il colore della salute perché porto con me le più importanti vitamine: carote, zucche, arance…Il Rosso poco distante urlò: Io sono il re di tutti voi. Sono il colore del sangue e il sangue è vita. Il Porpora si alzò imperioso: Io sono il colore del potere. Re, capi e prelati hanno sempre scelto me. Infine parlò l’Indaco: Io sono il colore del silenzio e rappresento il pensiero e la riflessione. Mentre litigavano ancora, cominciò a piovere: impauriti, si strinsero tutti insieme per confortarsi. Nel mezzo della tempesta, la Pioggia disse: “Voi sciocchi colori litigate dimenticando che esistete per uno scopo preciso e differente. Tenetevi per mano, venite con me e ascoltatemi: dopo ogni temporale, ciascuno di voi si distenderà nel cielo in un grande arco per ricordare che siete e dovete vivere tutti in pace”. Aneddoto simpatico che diventa intrigante se al posto dei colori ci mettiamo l’uomo: i conflitti ci sono, peccato che il finale ancora no!

22 aprile 2012                                                                                                Don Sante Attanasio sdv

domenica 1 aprile 2012

A che gioco giochiamo?

Leggo su un quotidiano (8 marzo 2012), che finalmente anche il nostro governo considererà il gioco d’azzardo patologico (Gap) o ludopatia, una malattia da prevenire e curare (negli Stati Uniti lo è da 30 anni): ne sono affetti circa un milione e mezzo di italiani, abbagliati e sedotti dal dio denaro! Il gioco d’azzardo (dall'arabo az-zahr = dado), ha origini antichissime: i primi dadi sono stati rinvenuti in Cina e risalgono a più di 5000 anni fa. Già tra i Greci e i Romani, culle della nostra civiltà. troviamo i primi segni di gioco d’azzardo utilizzato in modo eccessivo, oggi diremmo appunto, patologico. Il gioco d’azzardo (è vietato in Italia), contempla quei giochi tipici dei casinò: roulette, blackjack, chemin de fer, baccarat...Il gioco pubblico (è ammesso) comprende: lotterie, Superenalotto e lotto, Bingo e scommesse sportive, giochi online, Gratta e vinci, slot machine. Tuttavia, credo che l’uso assillante e smaccato del gioco in sè (d’azzardo o pubblico) possa farci contrarre la famigerata ludopatia: non sarà il caso di porre un freno? Madre Teresa di Calcutta affermava che la vita è un gioco, giocalo: ma certamente non si riferiva al gioco d’azzardo! Allora, cari giocatori, a che gioco giochiamo?

Don Sante Attanasio sdv

sabato 17 marzo 2012

Cuore e cultura

Continuo ad essere colpito sempre di più da un racconto semplice e altamente significativo: eccolo. Un vecchietto ateo, andò da un noto sacerdote sperando di essere aiutato a credere in Dio e nella risurrezione di Gesù Cristo. Quando entrò nella casa canonica, c’era già qualcuno nello studio a colloquio. Il prete intravide il vecchietto in piedi in corridoio, e subito, sorridente, andò a porgergli una sedia. Appena l’altro si congedò, il sacerdote fece entrare l’anziano signore. Conosciuti i problemi di fede, gli parlò a lungo e, dopo una intensa e dotta catechesi, l’anziano da ateo divenne credente! Il sacerdote, soddisfatto ma anche un pò meravigliato, gli chiese: “Mi dica, qual è stato l'argomento che l’ha convinta a credere?”. «Il gesto con il quale mi hai dato la sedia perché non mi stancassi di aspettare: complimenti, hai un cuore più grande della tua cultura!», rispose il vecchietto. Eh già: il cuore fa miracoli, la cultura no!

Don Sante Attanasio sdv